Quando il mestiere si tramanda da generazione in generazione. I liutai “Vettori” di Firenze

È iniziata sulle note di un violino ottocentesco l’intervista a Dario Vettori, giovane liutaio di Firenze protagonista di Blogs&Crafts alla Mostra “Artigianato e Palazzo” di Giardino Corsini. A suonarlo è la sorella Sofia, anch’essa giovane esperta nella creazione e riparazione di strumenti ad arco.
La bottega di Paolo Vettori e Figli, è l’unica in Italia che vanta tre generazioni ininterrotte di liutai. Oltre a Dario e Sofia anche il fratello Lapo e lo zio Carlo svolgono lo stesso mestiere. Una passione di famiglia quindi, che è iniziata nel 1935 ed è stata tramandata fino ad oggi. Un esempio concreto di continuità nel mondo dell’artigianato artistico che è rara da trovare. Abbiamo chiesto a Dario di parlarci di questo interessante mestiere antico che resiste alla modernità.

1) Dario, quali sono le doti necessarie per diventare un bravo liutaio? 
Il segreto è avere tanta pazienza, saper ascoltare le critiche e migliorarsi sempre di più. Penso sia una buona base da cui partire per costruirsi una carriera solida e di successo.

2) Chi è il tuo cliente tipo?
Principalmente musicisti e negozi di strumenti musicali. La persona più famosa a cui ho venduto uno strumento è David Garingas, uno dei più famosi violoncellisti di questo secolo, allievo di Rostropovich. Abbiamo instaurato un bel rapporto di amicizia ed è venuto anche a suonare al mio matrimonio.

3) Attraverso quali canali proponi i tuoi strumenti?
Partecipiamo a diverse fiere nazionali ed internazionali di strumenti e accessori per la liuteria. Siamo stati al salone di Cremona, Francoforte, Tokyo, New York, ecc. Viaggiamo molto e lavoriamo tanto anche grazie al passaparola dei clienti. Mia sorella Sofia cura il sito del negozio (http://vettorifamily.com/) con l’obiettivo di raggiungere potenziali interessati in tutto il mondo.

4) Come si confronta un liutaio con le nuove tecnologie?
Ben vengano le tecnologie che aiutano la comunicazione, ma non quelle che aiutano la produzione. In quest’ultimo caso infatti il rischio è quello di perdere l’autenticità di un mestiere che fondamentalmente è rimasto legato – anche nelle tecniche costruttive – a quando è stato inventato il violino (‘600). D’altra parte però le tecnologie digitali come internet e il web aiutano a trovare nuovi mercati e a far conoscere anche alle persone lontane la propria attività. Questo ci ha permesso di crescere molto negli ultimi 10 anni.

5) Qual è l’aspetto che ami di più e quello che ami di meno di questo mestiere?
In questo mestiere non ci si annoia mai, ogni lavoro rappresenta una nuova sfida. Inoltre, mi da soddisfazione pensare di realizzare degli oggetti che servono per creare emozioni.

Sugli aspetti “negativi”, invece, Dario ha tentennato a rispondere. Penso proprio che dipenda dall’amore sviscerato che prova per il suo mestiere.

Paolo Vettori e Figli SNC
Via della Dogana, 10
50121 Firenze (FI)
Sito web: http://vettorifamily.com/

 

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